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domenica 7 marzo ore 16.00 - 18.30 - 21.00
lunedì 8 marzo ore 16.00 - 21.00
martedì 9 marzo ore 16.00 - 18.30 - 21.00
venerdì 12 marzo sabato 13 marzo domenica 14 marzo ore 16.00 - 18.30 - 21.00
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IL CONCERTO di Radu Mihaileanu con Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou
Un osannato direttore d'orchestra dell'orchestra Bolshoi di Mosca viene allontanato in epoca comunista per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l'uomo lavora ancora in teatro come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni d'orgoglio ex-comunista. Un giorno intercetta un invito per il teatro Chatelet di Parigi e decide di riscattarsi dalle umiliazioni con l'inganno, accettando l'ingaggio al posto dell'orchestra ufficiale. Riunisce così i vecchi compagni di concerto e qualche improbabile new entry.
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ANTEPRIMA in collborazione con ALPE ADRIA CINEMA
mercoledì 10 marzo ore 21.45 |
DUE VOLTE GENITORI di Claudio Cipelletti
“Due volte genitori” è un viaggio in sei capitoli che parte da "quel giorno, quell’ora e quell’istante" in cui tutto è cambiato, il momento della rivelazione dell’omosessualità di un figlio o di una figlia. Un viaggio che traversa territori interiori impervi: all'inizio quelli della perdita, della colpa, poi quelli del bisogno di capire; i territori della conoscenza, dell’indignazione, del sesso, e quelli del confronto, della esposizione di sé, del cambiamento. Fino a quelli inattesi del “crescere da adulti” e del rinascere. Ma anche un viaggio nel nostro Paese, tra le mura domestiche delle famiglie italiane, dai figli e fratelli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Un viaggio in treno di una madre che si misura col pregiudizio, e un viaggio circolare dal family day a Roma, al gay pride nella stessa piazza dove tutto è cambiato. |
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giovedì 11 marzo
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La sala è riservata al British Film Club |
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| PROSSIMAMENTE |
COLPO DI FULMINE di Glenn Ficarra Il mago della truffa - I Love You Phillip Morris con Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, David Jensen
Steven Russell è un poliziotto texano sposato e praticante alla ricerca della madre biologica. L'esito della ricerca non è dei più felici ma consente a Steven di scoprire la sua vera natura: è gay. Lasciata la moglie e trasferitosi a Miami dove trova subito un compagno, capisce che il tenore di vita richiesto va al di là delle sue possibilità. La truffa è la soluzione più a portata di mano. Ma la truffa può portare al carcere dove non necessariamente è tutto negativo. Perché è qui che Steven incontra Phillip Morris che pende dalle sue labbra e del quale lui non può fare a meno. Jim Carrey ed Ewan McGregor: un'accoppiata per una love story che farebbe gola a qualsiasi produzione, figuriamoci a una che ha alla regia lo sceneggiatore di Babbo bastardo, film che non brillava certo per romanticismo. Glenn Ficarra che firma la regia con John Requa sembra il più in difficoltà del trio. Si ha come l'impressione che non si voglia scegliere tra la commedia, la storia d'amore e il dramma in un film che ha debuttato al Sundance per poi sbarcare a Cannes alla Quinzaine. I suoi due protagonisti non mostrano invece alcuna difficoltà a calarsi nei ruoli. Se McGregor si cala nei panni del carcerato fulminato dall'amore per il poliedrico Steven, è Carrey a mostrare come un attore, se vuole, possa offrire il meglio di se stesso anche a una produzione minore. È a lui che viene affidato il compito, memore di una prestazione da storia del cinema come quella offerta in Truman Show, di fare da punto di contatto tra due modi di fare 'cinema fraterno'. Perché I Love You Phillip Morris è il mix ben riuscito tra il grottesco alla Farrelly e la rivisitazione colta alla Coen. È indispensabile che il protagonista sappia quando tracimare e quando invece tornare negli argini di un cinema più rigorosamente cinefilo. Carrey ne è perfettamente cosciente. E lo si apprezza. |
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