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Ore 18.30 D’un Mur l’Autre – de Berlin à Ceuta (Da un muro all’altro – Da Berlino a Ceuta) di Patric Jean, Belgio, 2008, col., 90' (v.o. francese-inglese-tedesca, sott. italiani)
Ore 20.30 Mur (Il muro) di Simone Bitton, Francia-Israele, 2004, col., 96' (v.o. araba-ebraica, sott. italiani), distr. it. Lucky Red
TRACCE DI MURO_DA BERLINO AL 38° PARALLELO Per 40 anni, tra il 1949 e il 1989, non vi fu una sola Germania ma due Germanie: quella dell’Est e quella dell’Ovest. Due mondi agli antipodi, emblematici di opposte ideologie. Dopo aver dedicato a questi due universi, al loro scontro/incontro e al loro riunirsi, “TRACCE DI MURO_BERLINO 1961-1989”, l’associazione Alpe Adria Cinema e il Goethe Institut di Trieste presentano TRACCE DI MURO_DA BERLINO AL 38° PARALLELO. Questa seconda parte dell’evento inizia dove la prima era approdata, all'amara constatazione che, a 20 anni dalla caduta del Muro nel mondo restano ancora tanti muri: alcuni sono antichissimi, altri sono stati edificati (o rinforzati) dopo la fine della Guerra Fredda. Tutti separano popolazioni: gli Usa ne hanno eretto uno al confine col Messico, la Spagna ha messo il filo spinato a Ceuta e Melilla, quello in Cisgiordania è lungo 15 volte e quello in Marocco persino 60 volte quello di Berlino. E poi, ancora, la Corea, dove la barriera che separa nord e sud segue un confine geografico astratto, il 38° parallelo, tracciato all’inizio degli anni ‘50. Nuove barriere, dunque, sono state sollevate dal 1989: eppure, come insegna l’esperienza di Berlino, modificarne il tracciato (o, in alcuni casi, abbatterle) è soltanto il primo passo di un processo lungo e impegnativo per la convivenza fra i popoli.
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