Banner
Banner

Previsioni per Trieste

An error occured during parsing XML data. Please try again.

Ricerca nel sito

Ricerca con Google

Prezzi

Interi 7,00 €
Ridotti 5,00 €

Martedì posto unico 4,50 €

Abbonamento 5 ingressi 20,00 €
validi tutti i giorni

the-killer-inside-me.jpg

joomla stats

Lunedì 9 novembre 2009 - Tracce di Muro - Da Berlino al 38° parallelo

Tracce di muroOre 18.30
Die Berliner Mauer (Il muro di Berlino) di Paul Cotter, Germania, 2009, col., 12', con Joost Siedhoff, Fritz Roth (v.o. tedesca, sott. inglesi)
My Super Sea Wall di Gina Abatemarco, Germania, 2009, 12', col. (v.o. inglese)
Promenade (Passeggiata) di Sabine El Chamaa, Germania, 2009, 11', col. (senza dialoghi)
Teleportation (Teletrasporto) di Markus Dietrich, Germania, 2009, 12', col., con Isabelle Kühn, Elias Mavriki, Till Valentin Winter (v.o. tedesca, sott. inglesi)
Wagah di Supriyo Sen , Germania, 2009, 12', col. (v.o. hindi, sott. inglesi)

Ore 19.45
Gesicht zur Wand (Contro il muro) di Stefan Weinert, Germania, 2009, col., 84' (v.o. tedesca, sott. italiani)

Ore 21.30
Le tre sepolture (The Three Burials of Melquiades Estrada) di Tommy Lee Jones, USA, 2006, col., 120', con Tommy Lee Jones, Barry Pepper, Julio Cedillo, January Jones (v. italiana), distr. it. 01 Distribution

TRACCE DI MURO_DA BERLINO AL 38° PARALLELO
Per 40 anni, tra il 1949 e il 1989, non vi fu una sola Germania ma due Germanie: quella dell’Est e quella dell’Ovest. Due mondi agli antipodi, emblematici di opposte ideologie. Dopo aver dedicato a questi due universi, al loro scontro/incontro e al loro riunirsi, “TRACCE DI MURO_BERLINO 1961-1989”, l’associazione Alpe Adria Cinema e il Goethe Institut di Trieste presentano TRACCE DI MURO_DA BERLINO AL 38° PARALLELO. Questa seconda parte dell’evento inizia dove la prima era approdata, all'amara constatazione che, a 20 anni dalla caduta del Muro nel mondo restano ancora tanti muri: alcuni sono antichissimi, altri sono stati edificati (o rinforzati) dopo la fine della Guerra Fredda. Tutti separano popolazioni: gli Usa ne hanno eretto uno al confine col Messico, la Spagna ha messo il filo spinato a Ceuta e Melilla, quello in Cisgiordania è lungo 15 volte e quello in Marocco persino 60 volte quello di Berlino. E poi, ancora, la Corea, dove la barriera che separa nord e sud segue un confine geografico astratto, il 38° parallelo, tracciato all’inizio degli anni ‘50. Nuove barriere, dunque, sono state sollevate dal 1989: eppure, come insegna l’esperienza di Berlino, modificarne il tracciato (o, in alcuni casi, abbatterle) è soltanto il primo passo di un processo lungo e impegnativo per la convivenza fra i popoli.